Impeachment! Impeachment! Impeachment!

Articolo di Ungormìte e Antonio Rispoli ( quest’ultimo, per gentile concessione dell’autore e del sito www.julienews.it)
David Mills è stato corrotto dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e per questo ha testimoniato il falso. Non ha dubbi il Tribunale di Milano, nelle motivazioni della sentenza con cui ha condannato David Mills, l’avvocato inglese della Fininvest, a 4 anni e 6 mesi di reclusione. Per essere precisi, secondo i giudici, Mills “ha agito certamente da falso testimone da un lato per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse, o, almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute sino a quella data, dall’altro ha contemporaneamente perseguito il proprio ingente vantaggio economico“. Ovviamente Berlusconi nel processo non è stato giudicato, grazie alla legge sull’impunità personale (il cosiddetto “lodo Alfano“) che si è fatto scrivere dai suoi avvocati e si è fatto approvare dalla sua maggioranza a tempi da record e senza permettere una seria discussione in Parlamento.
Da notare una cosa: con questa sentenza di fatto non solo si attesta la colpevolezza di Berlusconi in questo processo, ma anche nei due processi in cui Mills ha testimoniato il falso. Processi nei quali il Presidente del Consiglio è stato assolto per insufficienza di prove – tecnicamente ai sensi dell’articolo 530 secondo comma – proprio grazie alle dichiarazioni di Mills che il Tribunale di Milano ha riconosciuto come false.
A.Rispoli.
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La “tangentopoli” post-bellica portò, nel ‘55 alla stesura di un articolo altamente infiammabile, sapido come pochi,di
Manlio Cancogni. Il periodico era il neonato L’Espresso, il titolo “Capitale corrotta=Nazione infetta“, la denuncia la corruzione – più che documentata, inappellabile – per la compravendita delle aree fabbricabili della capitale, una liaison rouge che portava dritti ad alte sfere maleodoranti. A L’espresso, nel 1957, fu imposta un’ammenda di 70 mila lire, a Cancogni la reclusione a 8 mesi. La rivista Il Mondo, vicina a L’Espresso, diede così vita a un convegno sulla libertà di stampa, Stampa in allarme, di cui ancora oggi è vivo, nei ‘reduci’, il commovente ricordo. Non è la stessa, non è il caso. Nessuno, ancora, è al gabbio per nulla. La sensazione – poco palpabile, soprattutto da parte della stampa (e questo è il filorosso) – era che qualcosa di grosso poteva esserci, che le detonazioni al bromuro e melatonina non sarebbero più servite a granchè. Certo, basta fare un giro dalle parti delle pagine governative – Facebook, siti vari – o leggere le dichiarazioni di un Capezzone che, con l’ultima, ha finito di umiliare se stesso e chi, dabbenagine, gli ha dato corda negli orsono radicali – me per primo.
Quel che e’ piu’ grave e’ l’aspetto politico: se qualcuno, nell’opposizione, pensa ancora di poter usare l’arma giudiziaria per colpire un governo liberamente scelto dai cittadini, commette un errore, e fa anche un calcolo elettorale sbagliato. Gli italiani non ci cascano piu’.
E taccio. Prepariamoci, Iodosan in mano, Golia in tasca e fiato in petto: saranno urla vane, le nostre, nei prossimi giorni.E più forti dovranno essere, laddove l’inutilità ci si presenti in bocca, a darci il cattivo gusto del vuoto.
La stampa è ancora forse in allarme? Dovrebbe? Sarebbe, mai come ora, mai come in questi casi, mai come oggi, il caso. Silenzio. Al diavolo le dieci domande al brodo vegetale (Repubblica, nda), le inchiestine del qudernetto rosso (L’unità, nda). Non badiamo, ripetiamo come da manifesto, all’estetica del qualcosa. C’è un corrotto. C’è un corruttore.
E chi sarà mai, questo B.?
Che sarà mai, questo golpe?
Cosa fa, nascondere illegalmente l’illegale?
“La presidenza si fara’ carico di inoltrare alla presidenza del Consiglio una sintesi di questa seduta, anche se – dice Schifani – il presidente del Consiglio ha gia’ fatto sapere che intende riferire in Parlamento”.
Ti aspettiamo, mister B.
Ungormìte
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totalmente d’accordo: ricordo che il buon Mills (che grande avvocato!!!) ha messo per iscritto la propria confessione dei “giochetti” (letteralmente “tricky..”) fatti in favore di mr.B. non considerando che il commercialista, per non beccarsi lui la denuncia, avrebbe dovuto riferire alle autorità (legge antiriciclaggio, e per non rendersi complice del proprio cliente, le norme deontologiche in UK sono una cosa seria)
Ogni volta che leggo queste cose mi vergogno sempre più del mio paese che permette che certe cose accadano, mi vergogno dei miei concittadini poichè nessuno dice niente, nessuno si scandalizza e anzi in molti, troppi, difendono gente come questa e anzi, ancora peggio, proclamano questi personaggi eroi. Che vergogna.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=352370#1
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